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Destinazioni e itinerari

San Blas in catamarano: la rotta autentica nei Caraibi di Panama

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Di Alicia Iglesias
30 Ottobre, 2026
Trecentosessantacinque isole coralline, zero catene alberghiere e una gestione territoriale interamente affidata ai nativi Guna. La comarca di Guna Yala (conosciuta internazionalmente come San Blas) è l’antitesi del turismo caraibico standardizzato.

Sulla terraferma non ci sono resort: l'accoglienza locale è basata su capanne di legno e paglia con risorse energetiche limitate e acqua dolce razionata. Per questo motivo, esplorare l'arcipelago a bordo di un catamarano oceanico è la scelta che concilia l'accesso ai banchi corallini più remoti con il comfort di bordo.

Abbiamo chiesto a Gianluca, skipper esperto, come si sviluppa la navigazione tra gli atolli panamensi, le caratteristiche della vita di bordo e i dettagli operativi per pianificare la partenza. Ecco cosa ci ha raccontato:
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  • Gianluca, spiegaci subito una cosa: perché chi sceglie San Blas dovrebbe scartare l'idea di dormire a terra?
  • Che tipo di barca usi per navigare in queste acque e quanti ospiti porti?
  • Quali sono i passaggi chiave dell'itinerario dei 7 giorni?
  • Come funziona la logistica?
  • Cosa consiglieresti di mettere nello zaino a chi sta valutando questa partenza?

Gianluca, spiegaci subito una cosa: perché chi sceglie San Blas dovrebbe scartare l'idea di dormire a terra?

«Perché a terra San Blas non è strutturata per il turismo occidentale convenzionale, ed è una precisa scelta politica del popolo Guna. Non ci sono alberghi né acquedotti. Sulle isole abitate si dorme in capanne con il pavimento di sabbia battuta, bagni condivisi all'aperto, generatori accesi solo poche ore la sera e scorte di cibo limitate. È un'esperienza affascinante per un viaggiatore zaino in spalla pronto a un rigido spirito di adattamento, ma non per chi cerca una vacanza rigenerante.
Inoltre, chi alloggia a terra resta bloccato sulle isole vicine alla costa, dove si concentrano i tour giornalieri mordi-e-fuggi da Panama City. Con un catamarano oceanico il paradigma si ribalta: si naviga verso i banchi esterni, come i Cayos Holandeses, dove il turismo di massa non arriva mai. E la sera non si torna in una capanna, ma nella propria cabina, con bagni veri, dissalatore, cucina curata e persino Starlink per chi ha bisogno di lavorare.»

Che tipo di barca usi per navigare in queste acque e quanti ospiti porti?

«Navighiamo su un Catana 47. Nel mondo della vela oceanica i Catana sono considerati un punto di riferimento: scafi affilati, derive mobili per risalire il vento con angoli impossibili per i catamarani da noleggio tradizionali, e una tenuta di mare impeccabile. Misura oltre 14 metri, ma ho scelto di ospitare al massimo 6 persone in 3 cabine doppie (con due bagni dedicati). Questo garantisce che gli spazi comuni, sia nel pozzetto esterno sia nel quadrato interno, non siano mai congestionati. A San Blas non esistono porti, non ci sono banchine né prese di corrente da collegare la sera: l'intera settimana si trascorre all'ancora. Su un catamarano di questa taglia la stabilità alla fonda è totale: la barca non rolla come un monoscafo, rendendo l'esperienza piacevole anche per chi non ha mai navigato prima e teme il mal di mare.»

Quali sono i passaggi chiave dell'itinerario dei 7 giorni?

«Il meteo e la direzione dell’Aliseo guidano sempre la rotta finale, ma la dorsale del viaggio tocca i punti più spettacolari dell'arcipelago:
Chichimé e Cayos Limones: La prima sosta per prendere confidenza con l'acqua, fare i primi bagni e ambientarsi sui fondali corallini.
Cayos Holandeses: Il cuore selvaggio del viaggio. È la barriera più esterna: qui l'acqua ha una trasparenza verticale e orizzontale che supera i 20 metri. Gettiamo l'ancora all'interno della laguna turchese, riparati dal reef oceanico.
Isla Perro e il relitto: Una sosta d'obbligo per nuotare attorno allo scafo sommerso a pochi metri dalla riva, ormai interamente colonizzato da coralli, spugne e banchi di pesci tropicali.
Le piscine naturali: Banchi di sabbia pura che affiorano in mezzo all'oceano, dove si cammina con l'acqua alle ginocchia circondati da centinaia di stelle marine giganti.»

Come funziona la logistica?

«In realtà la trafila è collaudata, basta conoscere i passaggi:

Volo e sosta a Panama City: Si vola sull'aeroporto internazionale di Tocumen (PTY). Il mio consiglio operativo è atterrare il giorno prima dell'imbarco e passare una notte nel Casco Viejo, il centro storico coloniale della capitale.

Il tragitto in 4x4: La mattina presto dell'imbarco, un fuoristrada autorizzato preleva gli ospiti in hotel e attraversa la giungla montuosa della comarca fino al porticciolo fluviale di Puerto Cartí. Il tragitto dura circa due ore e mezza.

L'imbarco con la lancia Guna: A Cartí si sale su un'imbarcazione locale coperta che porta direttamente al catamarano, ancorato al riparo della prima isola. Verso mezzogiorno si è già a bordo pronti per il primo pranzo e il primo bagno.

Cosa consiglieresti di mettere nello zaino a chi sta valutando questa partenza?

«Una sola regola categorica: sacche morbide, niente valigie rigide o trolley con le ruote. A bordo lo spazio nelle cabine è ampio, ma le valigie rigide non entrano nei gavoni e ingombrano il passaggio.
Per il resto, a San Blas si vive scalzi dal primo all'ultimo giorno. Bastano costumi, magliette in lycra con protezione UV per le ore di snorkeling, una crema solare rigorosamente minerale e priva di filtri chimici per non danneggiare i coralli, occhiali da sole polarizzati e un k-way leggero per le navigazioni più veloci. La valigia vera, quella della quotidianità cittadina, la lascerete a Panama City.»
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    Alicia Iglesias
    Alicia, country manager Italia presso Sailwiz. Appassionata di viaggi fin da piccola, ha sempre cercato nuove avventure e opportunità di esplorare il mondo, con un particolare amore per il mare e, da qualche anno, anche per la vela.
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